sabato 2 giugno 2012

Buone notizie sull'amore di coppia


Nella storia della umanità, restare vivi è stato un lavoro a tempo pieno  per moltissimi secoli.
Le aspettative di vita non superavano i 35 anni e quasi tutti i rapporti di coppia terminavano con la morte del partner  ed almeno la metà si concludeva entro il quindicesimo anno, dato molto vicino alla attuale durata globale media dei matrimoni, 11 anni.

Sembra quindi che la selezione naturale ci abbia equipaggiati per far durare le nostre relazioni poco più di un decennio.

Mentre in America  il divorzio ha superato la morte coma causa principale della fine del matrimonio, sempre più studi confermano che i matrimoni riusciti migliorano la salute fisica ed emotiva, la felicità ed addirittura la longevità ed allora come si fa a coniugare queste due, apparentemente  inconciliabili, situazioni?
Una via promettente sembrano essere gli ultimi progressi della NEUROBIOLOGIA.
Per Heler Fisher, psicologa evolutiva della Rutgers University di New Brunswick, New Jersey, l’amore umano è costruito su un insieme di sistemi cerebrali elementari che governano desiderio, attrazione romantica e attaccamento.
  • Il Desiderio, favorisce l’accoppiamento con un partner adeguato.
  • L’ attrazione ci fa scegliere e preferire un partner particolare.
  • L’Attaccamento consente alle coppie di collaborare e restare insieme sino al compimento dei doveri genitoriali.
L’amore umano è complesso, anche se nel cervello non esiste un “ centro unico dell’amore”  gli studi sugli innamorati evidenziano il coinvolgimento di aree cerebrali legate a due ormoni, la OSSITOCINA e la VASOPRESSINA, ed i meccanismi delle GRATIFICAZIONE.

Sperimentazioni eseguire stimolando i recettori della Vasopressina e della Ossitocina indicano che un aumento della loro concentrazione potrebbe riuscire a modificare biologicamente anche il nostro comportamento sentimentale.

Sfruttare il potere della OSSITOCINA  potrebbe ad esempio, rivelarsi utile anche per altro.
Questo ormone è rilasciato durante il contatto fisico, come i MASSAGGI e il SESSO ed è coinvolto nel comportamento amorevole, nella fiducia e nella “ lettura della mente “ cioè dei tentativi di capire cosa pensa  e sente il partner, come anche per neutralizzare lo stress e la paura, inoltre, l’assunzione di Ossitocina  sotto forma di spray nasale favorirebbe comportamenti rilassati e fiduciosi.
Il TESTOSTERONE, per chi lo ha assunto, sembra che aumenti i pensieri, accresca l’attività e la soddisfazione sessuale, ma non la passione o l’attaccamento. Siccome il livello di interesse  sessuale in uomini e donne tende a divergere via via che la relazione prosegue e che tale disparità incide sulla stabilità della coppia, sincronizzare il desiderio alterato con l’uso del testosterone, potrebbe tornare utile.
Ovviamente il ricorso al neuropotenziamento soleva moltissimi dubbi e domande ; renderebbe false le relazioni ? Creerebbe una dipendenza dall’amore ? Le persone potrebbero essere confinate in relazioni negative ?

A conti fatti probabilmente no . I “ farmaci dell’amore “ non sono la soluzione a tutto, ma in un contesto regolamentato professionalmente e con l’opinione pubblica informata, potrebbe contribuire a superare alcuni ostacoli biologici.

Perché non usare tutte le strategie disponibili per tentare di concederci la migliore vita possibile ?

J.Savulescu e A. Sandberg, New Scientist, Grand Bretagna - Internazionale 950
Savulescu è un filosofo della università di Oxfors
Sandberg è ricercatore del Future of Humanity Institute della stessa università

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