Nella
storia della umanità, restare vivi è stato un lavoro a tempo pieno per moltissimi secoli.
Le
aspettative di vita non superavano i 35 anni e quasi tutti i rapporti di coppia
terminavano con la morte del partner ed
almeno la metà si concludeva entro il quindicesimo anno, dato molto vicino alla
attuale durata globale media dei matrimoni, 11 anni.
Sembra
quindi che la selezione naturale ci abbia equipaggiati per far durare le nostre
relazioni poco più di un decennio.
Mentre
in America il divorzio ha superato la
morte coma causa principale della fine del matrimonio, sempre più studi confermano
che i matrimoni riusciti migliorano la salute fisica ed emotiva, la felicità ed
addirittura la longevità ed allora come si fa a coniugare queste due, apparentemente
inconciliabili, situazioni?
Una
via promettente sembrano essere gli ultimi progressi della NEUROBIOLOGIA.
Per
Heler Fisher, psicologa evolutiva della Rutgers University di New Brunswick,
New Jersey, l’amore umano è costruito su un insieme di sistemi cerebrali
elementari che governano desiderio, attrazione romantica e attaccamento.
- Il Desiderio, favorisce l’accoppiamento con un partner adeguato.
- L’ attrazione ci fa scegliere e preferire un partner particolare.
- L’Attaccamento consente alle coppie di collaborare e restare insieme sino al compimento dei doveri genitoriali.
L’amore
umano è complesso, anche se nel cervello non esiste un “ centro unico
dell’amore” gli studi sugli innamorati
evidenziano il coinvolgimento di aree cerebrali legate a due ormoni, la OSSITOCINA
e la VASOPRESSINA, ed i meccanismi delle GRATIFICAZIONE.
Sperimentazioni
eseguire stimolando i recettori della Vasopressina e della Ossitocina indicano
che un aumento della loro concentrazione potrebbe riuscire a modificare
biologicamente anche il nostro comportamento sentimentale.
Sfruttare
il potere della OSSITOCINA potrebbe ad
esempio, rivelarsi utile anche per altro.
Questo
ormone è rilasciato durante il contatto fisico, come i MASSAGGI e il SESSO ed è
coinvolto nel comportamento amorevole,
nella fiducia e nella “ lettura della
mente “ cioè dei tentativi di capire cosa
pensa e sente il partner, come anche per neutralizzare lo stress e la paura,
inoltre, l’assunzione di Ossitocina
sotto forma di spray nasale favorirebbe comportamenti rilassati e
fiduciosi.
Il
TESTOSTERONE, per chi lo ha assunto, sembra che aumenti i pensieri, accresca
l’attività e la soddisfazione
sessuale, ma non la passione o l’attaccamento. Siccome il livello di
interesse sessuale in uomini e donne
tende a divergere via via che la relazione prosegue e che tale disparità incide
sulla stabilità della coppia, sincronizzare il desiderio alterato con l’uso del
testosterone, potrebbe tornare utile.
Ovviamente
il ricorso al neuropotenziamento soleva moltissimi dubbi e domande ; renderebbe
false le relazioni ? Creerebbe una dipendenza dall’amore ? Le persone
potrebbero essere confinate in relazioni negative ?
A
conti fatti probabilmente no . I “ farmaci dell’amore “ non sono la soluzione a
tutto, ma in un contesto regolamentato professionalmente e con l’opinione
pubblica informata, potrebbe contribuire a superare alcuni ostacoli biologici.
Perché
non usare tutte le strategie disponibili per tentare di concederci la migliore
vita possibile ?
J.Savulescu
e A. Sandberg, New Scientist, Grand Bretagna - Internazionale 950
Savulescu
è un filosofo della università di Oxfors
Sandberg
è ricercatore del Future of Humanity Institute della stessa università

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