domenica 2 dicembre 2012

BE HERE NOW - Sii qui ora (1971)


Richard Alpert - Ram Dass  (1931/)

Be Here Now (Sii qui ora) è una classica opera di spiritualità hippy, ma merita un posto anche come eccezionale testo di trasformazione spirituale per qualunque era.

Il percorso di Richard Alpert, da accademico di Harvard a Ram Dass, guru, offre una bellissima narrazione, e nel suo liberarsi di una vita vecchia e in qualche modo priva di senso come pelle morta, ricorda molto l’Agostino delle Confessioni.
Il giovane professore di psicologia Richard Alpert conduce una vita di successo.

Nel 1962 aveva incarichi in 4 dipartimenti della università di Harvard, contratti di ricerca a Stanford ed a Yale: prestigio e denaro non gli mancavano.
Ma nel suo mondo mancava qualcosa. Sebbene non riuscisse a capire esattamente cosa.
Le teorie di raggiungimento, motivazione e ansia che stava insegnando agli studenti sembravano scalfire appena la barriera di mistero che circonda la vita.
La crepa esistenziale nella vita di Alpert inizia ad allargarsi quando il leggendario Thimothy Leary ( allora psicologo di Harvard,  più tardi profeta della controcultura degli anni sessanta) divenne suo collega e compagno di bevute.
Nel corso di un viaggio in Messico Leary aveva scoperto i Tioananctyl, dei funghi allucinogeni; Alpert rimase colpito sentendolo commentare che , dopo averli ingeriti una sola volta, aveva imparato di più che in tutti gli anni trascorsi a occuparsi di psicologia.
La sostanza psicotropa assunta causò ad Alpert delle visioni in cui  percepire con oggettività la propria vita come professore di successo: esperi la presenza di un “ io” dietro la facciata della propria erudizione, l’io della saggezza e della percezione senza tempo. Comprese che la psicologia accademica  non offriva nessun strumento per spiegare queste esperienze. Era quello che stava cercando.
Più Alpert assumeva sostanze psichedeliche e più lo infastidiva l’idea di dover lasciare quegli splendidi mondi astrali per tornare alla banale realtà e più si emarginava e veniva allontanato dal mondo accademico e dai suoi colleghi.
La svolta arrivò quando venne sollevato dai suoi incarichi e si affacciò ad un periodo di crisi in cui non sentiva più alcun legame col mondo accademico e non riusciva neanche a trovare un modo per ricreare gli stati di coscienza che aveva provato.
Quando un ricco conoscente lo invitò a fare un viaggio in India colse al volo l’occasione, la sua idea era di percorrere quel  paese alla ricerca di asceti e santoni ma quando si trattò anche di fumare hashish e prendere acido Alpert cominciò a sentirsi insoddisfatto e depresso, era li per cercare qualcuno che
“Sapesse” – che conoscesse i segreti della vita interiore e fosse immune ai problemi della gente comune- invece era finito per diventare niente più che un turista come tanti altri.
Recita un detto “ Quando l’allievo è pronto, il maestro farà la propria comparsa”
Sull’orlo della disperazione , Alpert era seduto a un caffè per hippy nell’India del nord quando vide entrare un occidentale alto e dai capelli lunghi intrecciati di perline.
Alpert senti immediatamente che quell’uomo chiamato, Bhagwan Dass e considerato dalla gente dl posto come un guru, “ Sapeva “ .
Aveva percorso migliaia di chilometri solo per trovare come maestro un giovane californiano!
Seguendo Bhagwan Dass in giro per l’India, imparando canti sacri e mantra, viaggiando e vivendo senza quattrini,  Alpert arrivò a comprendere cosa significa vivere nel presente e liberarsi dell’idea cha la storia della propria vita sia particolarmente importante.
Quando Alpert chiese  a Bhagwan Dass per quanto a lungo pensava che avrebbero girato per il paese il maestro rispose “ Non pensare al futuro. Semplicemente sii qui ora “
La parte principale del libro  è la voce di un novizio che scopre delle verità spirituali e vuole condividerle con il mondo, il libro è impaginato come gli inserti di un giornale con Mantra e citazioni, è ricco di sgargianti e spesso bellissime illustrazioni, il libro può risultare ad alcuni lettori un po’ “ fricchettone “; non bisogna inoltre farsi scoraggiare dall’uso frequente di parole come “ amore “ e “ guru “ e dalle ricorrenti rappresentazioni di divinità indù è questa la parte principale del libro che , se affrontata con disposizione mentale giusta , può regalarci un potente “ trip mentale “
Il percorso di Dass da accademico di Harvard a guru, offre una bellissima narrazione, e nel suo liberarsi di una vita vecchia e in qualche modo priva di senso come di pelle morta Albert ricorda l'Agostino delle Confessioni
Sintesi della recensione di Tom Butler-Bowdon 2005

Con “Le porte della percezione di Aldous Huxley e “Il potere di adesso di Tolle, questo saggio completa  una trittico imperdibile  per chi desidera approfondire concetti come Cambiamento, Crescita personale e Scoperta del sé.

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1 commento:

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